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<title>L'apparenza inganna</title>
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<subtitle>il vetro rovente ha esattamente lo stesso aspetto del vetro freddo (Bloch)</subtitle>
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<title>Felicità assoluta e felicità relativa</title>
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<updated>2008-07-20T20:45:18+02:00</updated>
<published>2008-07-20T20:45:18+02:00</published>
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<summary>  Eccomi, sono in spiaggia con una compagnia nuova, la zia single di Vivy che...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;Eccomi, sono in spiaggia con una compagnia nuova, la zia single di Vivy che a 65 anni ormai compiuti e reduce da situazioni amorose finite male, ha deciso di intraprendere questo viaggio che è la vita, da sola. Eppure è felice, quale sarà il suo segreto? Ora lo so e mi sento meglio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;&amp;nbsp;Ripenso all'anno passato: attraversavo un momento difficile, fatto di attacchi di panico e fobie&amp;nbsp;e anche mettere un piede fuori di casa mi faceva paura, così decisi di affrontare la situazione di petto e fare un viaggio con Vivy a casa di sua zia, la mia amica mi aveva assicurato che mi avrebbe fatto bene. Arriviamo nella sua casa e subito mi accoglie come una nipote, prendiamo un caffè e parliamo un po', poi &amp;nbsp;mi dice:&quot;Vieni, mi sembri il tipo giusto per poter parlare della mia fede&quot;. La sua casa alterna mobili antichi a oggetti etnici, l'appartamento sembra grande per una sola persona,&amp;nbsp; è tutto così semplice, così poco impegnativo, da farmi sentire essenziale a quell'ambiente, come se la sola presenza umana aiuti a riscaldare l'atmosfera di quelle stanze. Io, Vivy e la zia Rosa entriamo nel suo tempio, è una stanza poco illuminata, al centro vi è un mobile chiuso a chiave e intorno delle offerte: frutta, fiori, incenso. &quot;Posso aprirlo&amp;nbsp;solo io o chi ha la mia autorizzazione&quot; ci dice&amp;nbsp;girando la chiave del curioso mobile. &quot;Qui c'è scritta tutta la mia vita, io sono diventata buddista dopo un lungo cammino, non mi sono voluta arrendere e ho trovato qui il mio posto&quot;. Ora capisco la sua diffidenza iniziale, se avesse fatto questo discorso ad una persona minimamente scettica l'avrebbe presa per pazza, l'avrebbe magari incolpata di essersi rifugiata in un credo diverso da quello cattolico per manie di grandezza o per debolezza d'animo, ma io in quel momento accettavo ogni consiglio che mi potesse far sentire bene e mettevo insieme quelli per me più significativi per poi farne un mio grande puzzle di frasi felici. La osservo mentre guarda e rilegge le scritte in&amp;nbsp;quella lingua che non conosco e comincia a raccontare: &quot;Vedi, un giorno volevo farla finita, ero veramente&amp;nbsp;a pezzi, mi trovavo sul balcone e guardavo giù e mi ripetevo che se avessi fatto quel salto tutte le mie sofferenze sarebbero finite. Mio figlio era appena morto, il mio secondo marito dopo quel lutto se ne è andato lasciandomi sola, in una casa grandissima e piena di lacrime.&quot; Non so cosa dirle, Vivy mi guarda e mi sorride, ma anche lei accenna uno sguardo triste. Continua a raccontare dopo una lunga pausa: &quot;Poi ho cominciato a credere, mi sono avvicinata alla comunità buddista di questo piccolo&amp;nbsp;paese, dove sono venuta a vivere lontano dalla mia famiglia quarant'anni fa, per seguire il mio primo marito. Sembra tutto un disegno perfetto, a volte si prendono delle strade che ci portano a soffrire, ma sai che ti dico? Che se non avessi sofferto e non avessi fatto uscire tutte le mie lacrime ora non avrei così chiara la mia vita. Io sono consapevole che le sofferenze sono provocate dalle nostre cattive azioni.&quot; Io rimango tesa e le chiedo: &quot;Vuoi dire che se mi capita qualcosa di male è colpa mia? Scusa la franchezza, ma perché incolparsi per qualcosa che succede e non possiamo controllare?&amp;nbsp;non serve a niente, aumenterebbe solo il nostro malessere. Se ti sono capitate cose difficili nella tua vita non è colpa tua&quot;. Mi risponde guardandomi e scrutandomi allo stesso tempo e accennando un sorriso: &quot;Io credo nel cerchio della vita, finché la nostra anima non diventa Buddha ossia non raggiunge l'illuminazione non fa altro che reincarnarsi e reincarnandosi si porta dietro le azioni della sua vita passata, se queste azioni, seppur inconsapevoli hanno provocato male, queste ci porteranno male e saranno redente solo da altre azioni buone.&quot; Io mi trovo contraria su alcune cose e gliele espongo: &quot; Io non credo nella reincarnazione,&amp;nbsp;credo che ci sia una vita sola e che va vissuta a pieno,&amp;nbsp;ogni azione buona che faccio, se la faccio non è per salvare la mia anima, ma perché mi va di farla.&quot; Non mi piaceva l'idea che io non fossi unica, che i miei genitori fossero altri nelle altre vite e che la nostra anima viene riciclata così come se fosse una cosa da poco, mi sembrava riduttivo. Lei capisce il mio dissenso: &quot;Ognuno trova le sue spiegazioni, le nostre idee sono vitali, io ho trovato conforto in questo. Credo che il mio corpo sia un tempio pronto ad accogliere la dimensione della mia anima, c'è chi si reincarna formica, chi elefante, ma sono solo involucri, sono comunque vita e vanno rispettati. Anche la terra è vita, gli alberi sono capelli, i mari sono occhi, la terra è la pelle. Devi mettere buone cose da parte e queste ti torneranno indietro, ma non come le tu le hai date, modificate, con gli interessi!&quot; ridiamo tutte e tre e per un po' abbandoniamo la conversazione. alcune cose sono ingannevoli, sembrano arrivare al momento giusto per darci la felicità, ma è una felicità effimera perché in realtà sono distruttive, sono sostenute da basi deboli. Dopo quella vacanza il nostro motto, un po' ironico è stato: &quot;Devi mettere buone cose!&quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;Un anno dopo sono ancora lì, le mie paure non mi bloccano più, gli attacchi di panico non mi hanno più fatto visita, il mio puzzle è stato costruito anche grazie a Rosa e al suo piccolo contributo. Mentre penso, sdraiata sull'asciugamano si avvicinano Vivy e Rosa che nonostante l'età mostra un tatuaggio sulla spalla sinistra con l'iniziale di suo figlio e un sole accanto, non è ostentato ma le sta davvero bene, si avvicina a me e dice: &quot; Giorgio mi ha richiesto di uscire, forse stavolta una pizza l'accetto, ma ormai sto bene così, non ho bisogno di nessuno vicino, sono una single sessantenne che devo andare a cercare ancora?&quot;. Ridendo le rispondo: &quot;Meglio sole che male accompagnate, però se la compagnia è piacevole forse farai bene ad accettare&quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;La felicità assoluta si costruisce nel tempo e non ha bisogno di niente altro che di noi stessi, ognuno di noi possiede quella forza vitale che ci può far toccare il cielo e ci può scaraventare a terra alo stesso tempo, siamo noi a decidere in che verso muoverla. La felicità relativa è data da un momento, da una situazione, da una persona, ma non è dentro di noi, è condizionata dall'esterno per questo è effimera. Immagina il fondo dell'oceano, è calmo è pacato, se c'è una tempesta questa avviene in superficie ma non può smuovere il cuore del mare.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Brillante Weblog</title>
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<updated>2008-07-09T23:12:46+02:00</updated>
<published>2008-07-09T23:12:46+02:00</published>
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&lt;p&gt;&lt;img name=&quot;media-400760&quot; src=&quot;http://lapparenzainganna.myblog.it/media/01/00/219235144937a235d93157561b15b6e4.jpg&quot; alt=&quot;9bf6b78acfb94df87508529153e0b32f.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px&quot; id=&quot;media-400760&quot; /&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3366FF&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ringrazio Luz&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt; &lt;a href=&quot;http://luzsantofragala.myblog.it/&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3366FF&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;&lt;strong&gt;http://luzsantofragala.myblog.it/&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3366FF&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;per il premio, è stato anche il primo utente a commentare il mio blog quindi moltiplico il grazie&amp;nbsp;per la fiducia ricevuta.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3366FF&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3366FF&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;Cos'è Brillante WeBlog ? è un Premio che viene assegnato a siti e Blog che risaltano per la loro brillantezza, sia nel contenuto che nel design, lo scopo è di promuoverli nella Blogsfera mondiale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ecco le regole:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; - al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il Premio, il nome di chi ti ha premiato e il suo link corrispondente&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; - scegliere 7 (minimo) Blog o siti che ritieni siano brillanti per i temi trattati e il design, indica il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il &quot;Premio Brillante WeBlog&quot;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3366FF&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;I blog&amp;nbsp;che desidero premiare&amp;nbsp;sono:&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3366FF&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;- Parole lasciate in giro&lt;/font&gt;&lt;/em&gt; &lt;a href=&quot;http://notimetolose.myblog.it/&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;http://notimetolose.myblog.it/&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3D86F4&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;- &lt;em&gt;Tracce di colore &lt;a href=&quot;http://traccedicolore.myblog.it/arte/&quot;&gt;http://traccedicolore.myblog.it/arte/&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3D86F4&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;- Attimi &lt;a href=&quot;http://luca-p.myblog.it/archive/2008/07/08/il-domani.html&quot;&gt;http://luca-p.myblog.it/archive/2008/07/08/il-domani.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3D86F4&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;- Con le ali della fantasia &lt;a href=&quot;http://conlealidellafantasia.myblog.it/&quot;&gt;http://conlealidellafantasia.myblog.it/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3D86F4&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;- Enjambement &lt;a href=&quot;http://enjambement.myblog.it/archive/2008/06/28/radio.html&quot;&gt;http://enjambement.myblog.it/archive/2008/06/28/radio.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3D86F4&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;-&amp;nbsp; Non solo foto &lt;a href=&quot;http://fotografare.myblog.it/archive/2008/06/17/stintino-la-pelosa.html&quot;&gt;http://fotografare.myblog.it/archive/2008/06/17/stintino-la-pelosa.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#3D86F4&quot; face=&quot;Trebuchet MS&quot;&gt;- The world of kaji &lt;a href=&quot;http://theworldofkaji.myblog.it/&quot;&gt;http://theworldofkaji.myblog.it/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>La donna della pioggia</title>
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot;&gt;Io sono la donna della pioggia, la invidio, la pioggia, lei sa piangere, sa prendersi i suoi spazi, rinfresca una giornata estiva, calda, afosa, io no. Non sono più capace di piangere. Ma sotto la pioggia la mia malinconia prende forma, diventa acqua, diventa goccia che mi sgorga sulle sguance e mi riga il volto, mi scioglie il mascara e mi colora due linee nere sotto gli occhi. Mi sento un pagliaccio triste, che ha congelato il suo dolore e ora lo&amp;nbsp;usa solo per far ridere. La mia ironia è frutto di dolore, dolore che non riesce a uscire che ha perso la strada, forse è cresciuto troppo, quel dolore mi ucciderebbe, non ho la forza per sopportarlo, non mi guardare ora, sto piangendo, sotto la pioggia nessuno se ne accorge...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Parole che si vedono- La difficoltà di comunicare</title>
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<summary>  Claudia e&amp;nbsp;Rossella parlavano animatamente appoggiate al muretto...</summary>
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;Claudia e&amp;nbsp;Rossella parlavano animatamente appoggiate al muretto davanti all'istituto per sordi, la gente passava e le guardava, scambiandosi subito sguardi curiosi e invadenti, mentre le due continuavano a parlare incuranti di quegli sguardi indiscreti, muovendo le mani velocemente ed alternando sguardi espressivi. Claudia e Rossella sono due ragazze sorde e parlano con i &quot;segni&quot;, che sono ciò che la gente in genere chiama &quot;gesti&quot;, ma che hanno una corrispondenza molto stretta con le nostre parole udibili e che fanno parte di una lingua a tutti gli effetti: la Lingua dei Segni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;&quot;Roberto mi ha lasciato, dice che quando esce con i miei amici si sente escluso, lui conosce la lingua dei segni ma non così bene, viene preso in giro perchè a volte sbaglia nel dire le cose, è molto lento e spesso non capisce, si sente frustrato e questo&amp;nbsp;sta rovinando&amp;nbsp;il nostro rapporto&quot; continua&amp;nbsp; a dire Claudia a Beatrice alternando movimenti armoniosi delle mani a espressioni di tristezza.&amp;nbsp;Rossella ha un modo di segnare più veloce rispetto a Claudia,&amp;nbsp;è affascinante guardarla mentre parla e risponde alla sua amica: &quot; Claudia questo succede anche a te quando esci con i suoi amici, loro sono tutti udenti, tu riesci a leggere le loro labbra, ma quando devi parlare con loro, lo vedi che provano quasi imbarazzo, perchè se non ci fosse Roberto tu non avresti potuto condividere con loro neanche una serata in pizzeria, sono egoisti, ti lasciano in disparte, hanno paura di non capirti. Devi lasciar perdere, siete due mondi diversi&quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;Claudia è una ragazza sorda di 25 anni, si sta per laureare in &quot;Ingegneria delle costruzioni&quot; una materia che grazie alle sue sviluppatissime capacità visive e visuospaziali le riesce molto bene, i suoi voti sono tra i più alti, ma a volte se non c'è l'interprete che le traduce ciò che il professore sta dicendo, lei non può assistere alla lezione. Claudia ha il padre sordo, la mamma e&amp;nbsp;il fratello Mirko di 23 anni, sono entrambi udenti. Mirko ha imparato la lingua dei segni da suo padre e da sua sorella e ora è interprete di lingua dei segni. Anche lui è molto portato per le arti visive, frequenta un corso per grafico ed è amante della fotografia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;&quot;Roberto lascia stare, hai fatto bene,&amp;nbsp; lo vuoi capire che non potete stare insieme? E' una brava ragazza, ma vuoi mettere, che non può ascoltare la musica, non può venire in discoteca, e poi se ci fai dei figli e te ne&amp;nbsp;nasce uno sordo pure a te? ma che sei matto! E&amp;nbsp;poi che fai gli parli in sordo?&quot;. Giuseppe stava sdraiato sul suo letto, egli parlando dall'alto della sua maturità e intelligenza&amp;nbsp;dispensava all'amico Roberto degli &quot;illuminanti consigli&quot;, masticando una gomma e inserendo l'ultimo CD di Fabri Fibra nel lettore CD. Roberto prese il giacchetto e se ne andò dalla stanza dell'amico, stabilendo che per un po' avrebbe preso una pausa anche da quelle amicizie, poco disposte a far integrare altre persone, per lo più sorde, nel loro gruppo. Giuseppe continuava: &quot; Ma che adesso ti incazzi pure con me, vedi che quella ti ha proprio cambiato, sei matto fratello!&amp;nbsp;Si vattene va, vai dalla sordomuta, anzi&amp;nbsp;adesso chiamala al telefono, vedi come corre a risponderti, manco sente che la stai chiamando!&quot;. A quelle parole&amp;nbsp;Roberto si ferma un attimo nell'uscio della porta , chiude gli occhi, conta fino a tre: &quot;uno..due..tre.. mi dispiace Giusè non funziona neanche contare fino a tre per evitare di metterti le mani addosso...quattro...&quot; Giuseppe cade dal letto e si preme la mano contro la guancia, non aveva mai ricevuto uno schiaffo da Roberto che esce dalla stanza infuriato&amp;nbsp;mentre Fabri Fibra continua a reppare.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;&amp;nbsp;Roberto piange di nascosto, è nella sua camera e ascolta i Sigur Ros, ricorda quella volta&amp;nbsp; che ha fatto vedere a Claudia un video,&amp;nbsp;di quel gruppo di cantanti islandesi che lui ama moltissimo. Lei per niente imbarazzata o infastidita, mettendo le mani vicino alle casse del computer&amp;nbsp;osservava curiosa&amp;nbsp;le sequenze di immagini che apparivano illuminando il buio della camera e sentiva le vibrazioni di quella musica con le mani, ridendo e guardando negli occhi Roberto per poi sporgersi verso di lui e baciarlo. Erano riusciti a condividere tutto, persino la musica. Perchè gli altri non se ne accorgevano? Sembravano vedere soltanto quello che volevano. Perchè la ritenevano diversa? Per il solo fatto che non sentiva? Lei può amare come ogni altra ragazza, può comunicare come ogni altra ragazza... Ripeteva tra sè Roberto: &quot;Ho avuto paura dei giudizi altrui, mi sono fidato delle idee di altri invece che delle mie... Non sono di certo meglio di Giuseppe.&quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;Claudia guida nel traffico della città, il suo sguardo guizza da uno specchietto all'altro, vede da lontano le luci di un'autoambulanza, si accosta, poi vede il guidatore dietro di lei con le sopracciglia aggrottate che inveisce e la guarda rabbioso, non si è accorto dell'ambulanza, probabilmente ha la radio a palla, Claudia immagina che ora stia rimbambendo tutti i passanti con il suo clacson e ringrazia il cielo di non doverlo ascoltare. La ragazza riparte al passaggio dell'ambulanza e&amp;nbsp;corre in&amp;nbsp;biblioteca alla ricerca di un libro introvabile che il professore ha consigliato di leggere per ottenere un extra agli esami.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;E' quasi metà luglio ma la città universitaria è gremita di studenti, qualcuno stappa uno spumante contornato da decine di parenti che gli battono le mani e ora viene chiamato Dottore, qualcun'altro dorme nell'ombra degli alberi, altri discutono animatamente, hanno un aspetto intellettuale e bonario. Claudia entra in biblioteca, compila il modulo di richiesta e in attesa che le arrivi il libro esce per fumarsi una sigaretta. Vede una ragazza che agita le braccia e le viene incontro, è Paola un'amica di Roberto...Claudia si agita, non sa che fare, per un attimo è tentata di andare via.&amp;nbsp;Le due ragazze si salutano, Paola chiede come sta Claudia, che risponde con un cenno della testa, Paola sta per andarsene, un pò imbarazzata per come sta andando male anche questa volta&amp;nbsp;la comunicazione, ma anche un pò dispiaciuta per non saper come interagire con la ex del suo amico Roberto. Così Paola prende un bigliettino e comincia a scrivere: &quot;Ho saputo che vi siete lasciati..&quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;Le due ragazze rimasero ore a parlare, pranzarono insieme e per la prima volta Claudia disse cose molto personali a Paola: &quot;Vedi da piccola mio padre utilizzava i segni che anche mia madre, nonostante sia udente, conosce, ma lei ha sempre sofferto a vedermi segnare. Credo che avere un figlio sordo sia difficile, ma mia madre soffriva nel vedermi utilizzare il linguaggio gestuale perchè secondo&amp;nbsp;lei sottolineava, anzi marcava ancora di più il mio handicap. Ma vedi io non ho mai creduto di avere un handicap fino a che me lo hanno notare: mia madre, i bambini che mi prendevano in giro, tutti sembravano intenti a farmi accorgere che mi mancava qualcosa. Io non sento, ma credimi ho tante altre capacità che ho sviluppato in alternativa all'udito, ho un'ottima memoria visiva, ricordo un volto anche se lo vedo una volta sola, dopo essere stata in visita a Milano, ho disegnato il Duomo in tutti i suoi particolari, ma questo non importa, perchè la gente si ferma alle apparenze, io non sento e questo è tutto. Mia madre da piccola ha deciso di&amp;nbsp;farmi mettere le protesi&amp;nbsp;retroauricolari e di portarmi da una logopedista che non voleva che utilizzassi i gesti, ero piccola avrò avuto 5 anni. Mi facevano ascoltare suoni, identificarli, ma non li sentivo in maniera ottimale e quando ero in mezzo a tanta gente sentivo solo un gran fastidioso rumore dentro le mie orecchie. Imparai a fatica anche l'italiano, ma mi aiutavo molto con la lettura labiale, infatti la mia sordità è abbastanza grave e le protesi non hanno potuto aiutarmi più di tanto.&amp;nbsp;Al compimento dei miei 20 anni decisi di togliere le protesi e parlare solo in segni, ma ammetto che ogni tanto le indosso, soprattutto&amp;nbsp;da quando sto con Roberto&quot;.&amp;nbsp;Paola percepiva lo stato d'animo della ragazza e&amp;nbsp;le scrisse&amp;nbsp;sul quaderno:&quot;Mi dispiace, capisco la tua tristezza. Quando sei uscita con noi, avrei voluto tante volte parlarti, ma pensavo che non avresti capito cosa ti volevo dire e avevo paura di fare delle gaffe, per questo evitavo. Io non sapevo che puoi guidare la macchina, che puoi fare le stesse cose che facciamo noi, mi dispiace, ti chiedo scusa. Vedrai cercherò di farvi riavvicinare, puoi contare su di me&quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;Quella sera infatti, grazie a Paola, Roberto e Claudia si incontrarono nel luogo del loro primo appuntamento: nella terrazza del Pincio a Roma. Claudia era arrivata prima e si era seduta proprio di fronte alla veduta di Piazza del Popolo, indossava un paio di pantaloni di lino marroni, una maglietta bianca che risaltava la sua pelle abbronzata e illuminava i suoi capelli corti biondi. Roberto arrivò puntuale, da lontano la vide, assorta tra i suoi pensieri che guardava oltre la terrazza,&amp;nbsp;l'immagine di quella donna che per due settimane aveva potuto vedere solo attraverso i suoi ricordi o le vecchie foto,&amp;nbsp;le provocò&amp;nbsp;un momento di ansia, che lo fece desistere dal continuare, poi strinse in mano il mazzo di girasoli,&amp;nbsp; che aveva portato per lei e continuò a dirigersi verso quella stupenda visione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;trebuchet ms,geneva&quot; style=&quot;background-color: #71bff3&quot;&gt;La chiamò toccandola sulla spalla, Claudia si voltò, e cercò di soffocare l'emozione, Roberto la strinse tra le braccia, ma lei rimase fredda, doveva prima dire delle cose, mosse le&amp;nbsp;dita come per iniziare e poi cominciò, le sue mani cominciarono a disegnare espressioni e sentimenti&amp;nbsp;animando e scuotendo&amp;nbsp;l'aria umida della sera: &quot;Roberto io lo so cosa sentite voi udenti, sono anni che me lo sento dire! Io so che le parole sono pensieri che si sciolgono nell'aria, le puoi sentire ad occhi chiusi, le puoi sentire mentre piangi o ridi talmente tanto che non riesci più a guardare la persona che hai davanti, mentre per noi sarebbe impensabile non guardarci negli occhi perchè ci perderemmo il filo del discorso. Io so che con la voce puoi cantare, con la voce puoi urlare, con la voce puoi ridere, esistono gli stonati e gli intonati, c'è chi ha la voce acuta e chi&amp;nbsp;ce l'ha&amp;nbsp;bassa,&amp;nbsp;so che puoi sentire il rumore del mare e quello della pioggia o il canto di un gallo al sorgere del sole, puoi sentire la tua sveglia alle 6 e mezza quando stai per andare al lavoro, puoi sentire una macchina che arriva prima che stai attraversando, ma nessuno mi toglierà mai la poesia della vita. Noi&amp;nbsp;la potremmo vivere insieme questa poesia anche se non possiamo sentire o vedere le stesse cose con i nostri sensi,&amp;nbsp;la possiamo sentire&amp;nbsp;con il nostro cuore. Si io la posso sentire la pioggia, con le mani la posso toccare, con gli occhi posso seguirne il ritmo, con la lingua posso sentirne il sapore, posso sentire anche il mare, lo vedo come ondeggia, come si avvicina e si allontana dalla spiaggia, come sparge nell'aria le sue gocce salate e come risplende in un tramonto d'inverno e come lo fa in diversa maniera in estate, riflettendo i mille colori che il sole gli ha prestato e che si riprenderà all'alba del giorno successivo. Io so cos'è la musica, tanto che te ne sto parlando in lingua dei segni,&amp;nbsp;nella nostra lingua&amp;nbsp;esistono parole come &quot;cantare&quot;, &quot;ballare&quot;, &quot;ritmo&quot;, &quot;urlare&quot;, &quot;rumore&quot;, eppure noi non li possiamo sentire, ma li possiamo nominare, perchè viviamo nel vostro mondo e stiamo facendo di tutto per integrarci e tu mi lasci perchè i tuoi amici la pensano come sia scontato che la pensino...mi hai deluso. Mi hai profondamente ferita come hanno fatto per anni i bambini a scuola che mi vedevano segnare, come ha fatto mia madre facendomi sentire diversa perchè lei si sentiva diversa, era un problema suo non mio capisci?&amp;nbsp;E ora che mi sono integrata e posso stare sia con gli udenti che con i sordi,&amp;nbsp;&amp;nbsp;tu mi fai tornare indietro? Mi hai fatto star male, doppiamente, ho perso la persona che amavo e ho perso anche la mia sicurezza, non mi sento più sicura di me, capisci mi sento sbagliata, da quando sto con te, da ben due anni, ho ricominciato a portare le protesi, nonostante 5 anni fa le avessi buttate dalla finestra! Ho cercato di venirti incontro, ma ora sento che devo sentirmi a mio agio così, semplicemente come sono, perchè tu a me vai bene così, esattamente come sei e non vorrei cambiarti per niente al mondo&quot;. Roberto tirò fuori i girasoli che le aveva comprato e le disse: &quot;Tu non sai per trovare questi fiori, che ho fatto, sono entrato in una proprietà privata vicino&amp;nbsp;alla Pontina, non avrei potuto prenderti dei fiori qualsiasi, questi sono i tuoi preferiti. Scusami, in queste due settimane ho messo anche io in discussione tutto, ho preso una pausa dalle vecchie amicizie non voglio farmi coinvolgere, voglio continuare a pensare con la mia testa e continuare ad amarti come non ho mai smesso di fare. Tu sei perfetta così come sei, sei molto più autonoma di certe ragazze che sentono, con la differenza che tu hai imparato a farlo lottando e soffrendo, perchè ti sei voluta riscattare dalla gente che ti riteneva un'handicappata. Sei una donna fragile e forte allo stesso tempo, sai alternare queste due parti di te in base al momento e alle situazioni, è così la donna che ho sempre voluto vicino.&quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/p&gt;
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